Disturbi trattati
Infatti, si sta consolidando sempre più la necessità di ricorrere all'individuazione di nuove parole che possano accogliere le sfumature della sessualità, non più riconoscibili all'interno di un sistema di genere binario.
Il termine sesso indica lo stato biologico e anatomico di una persona, cioè se maschio, femmina o intersessuale. Rimanda, perciò, squisitamente alle caratteristiche proprie delle conformazioni fenotipiche alla nascita.
La parola genere, invece, è usata per indicare il maschile e il femminile, con una chiara implicazione rispetto alle costruzioni socioculturali. Sotto il termine genere rientrano, dunque, tutte quelle caratteristiche riferibili al ruolo che una persona ricopre all'interno della società di appartenenza e che sono legalmente riconosciute, ad esempio bambino/a, ragazzo/a, donna, uomo, transgender. Il genere è anche quello assegnato, attribuito alla nascita sulla base delle caratteristiche biologiche, del sesso per intenderci.
Il sesso, quindi, può essere considerato una attribuzione biologica mentre il genere deriva da costruzioni sociali assegnate. Sesso e genere possono sovrapporsi ma anche non corrispondere; infatti, se per il sesso vengono riconosciute generalmente tre variabili (maschio, femmina, intersex), il genere può riferirsi a dimensioni potenzialmente infinite che si snodano lungo il continuum maschile-femminile e che si modificano seguendo anche i cambiamenti sociali.
Nel lavoro clinico contemporaneo, è essenziale riconoscere e comprendere la complessità dell'identità personale, specialmente quando si affrontano tematiche legate all'identità di genere, all'identità sessuale e alla disforia di genere.
L'identità di genere, rappresenta il senso interno e profondo di appartenenza a un genere (maschile, femminile, non binario, fluido, ecc.), indipendentemente dal sesso assegnato alla nascita.
L'identità sessuale , descrive la dimensione individuale e soggettiva del percepirsi sessuati, ed è l'esito della complessa interazione tra aspetti bio-psico-socio-culturali di un individuo.
L'orientamento sessuale si riferisce all'attrazione emotiva, romantica e/o sessuale di una persona verso altre persone, determinata dal genere di queste ultime. Non è una scelta, ma un aspetto di stabilità della persona, e include non solo le esperienze sessuali, ma anche le fantasie, l'attrazione e la preferenza affettiva. Esempi comuni sono l' eterosessualità (attrazione verso il sesso opposto), l' omosessualità (verso il proprio sesso) e la bisessualità (verso entrambi i sessi), ma esiste un ampio spettro di orientamenti sessuali che include anche l' asessualità (mancanza di attrazione) e la pansessualità (attrazione indipendente dal genere)
La disforia di genere si presenta quando l'identità di genere di una persona è in contrasto con il sesso assegnato alla nascita e questo provoca un forte disagio psicologico, Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione), la disforia di genere è una condizione caratterizzata da un distress clinicamente significativo che può manifestarsi con ansia, depressione, isolamento sociale o difficoltà relazionali. È importante sottolineare che non è l'identità transgender a essere patologica, ma il disagio che può insorgere quando la persona non è accolta, compresa o supportata adeguatamente.
Per essere ancora più precisi ed inclusivi, sarebbe opportuno riferirsi anche a queste dimensioni utilizzando il plurale in quanto sono molteplici le espressioni dell'orientamento sessuale.
I concetti finora visti non sono sovrapponibili e interscambiabili tra di loro. Si vede ad essi, piuttosto, come ad un continuum lungo cui l'individuo si pone e si sposta nel corso della propria esistenza. Si può essere di sesso femminile e sentire che la propria identità appartiene al genere femminile, percepirsi quindi come donna, e allo stesso tempo fare propri i riferimenti culturali della categoria maschile (ad esempio, giocare a calcio e portare i capelli corti) e avere un orientamento sessuale omosessuale (mi piacciono le donne).
Altresì, una persona di sesso maschile può non riconoscersi nel genere corrispondente ma ritrovare la propria identità all'interno del genere opposto; in questo caso parliamo di transgender, un uomo, appartenente alla categoria biologica di maschio che fa propri i costrutti sociali, cognitivi, culturali del genere femminile, che si sente donna e che è attratto dagli uomini, quindi con orientamento omosessuale. Se la medesima persona subisce la riattribuzione chirurgica di sesso è definita transessuale, in questo caso un MTF ossia un uomo divenuto donna; biologicamente è definito come donna, la sua identità di genere rimane femminile ma il suo orientamento sessuale è eterosessuale.
Nel nostro Centro Clinico, offriamo spazi sicuri e competenti per l'ascolto e il sostegno di persone che vivono queste esperienze, inclusi adolescenti, adulti e famiglie. Il nostro team di psicoterapeuti è formato per accompagnare con sensibilità e competenza i percorsi di esplorazione identitaria, supporto psicologico e di affermazione di genere.
Il supporto psicologico è utile in ogni fase del percorso di transizione di genere, ma è particolarmente prezioso in momenti delicati come:
Crediamo in un approccio rispettoso, inclusivo e basato sull'evidenza clinica, che metta al centro la persona, il suo benessere e la sua autodeterminazione.
Contattaci per un colloquio conoscitivo o per ricevere maggiori informazioni sui percorsi attivi.