Lo studente universitario, in particolare quello “fuori sede”, si trova in un momento specifico della propria vita a dover fronteggiare una serie di situazioni a cui molto spesso non è preparato o non possiede ancora gli strumenti adeguati per affrontarle.
E’ come un passaggio in un’altra dimensione dove non si è più affiancati nella quotidianità dalla propria famiglia o dai propri riferimenti affettivi nelle scelte, ma si è improvvisamente soli molto spesso, costretti gioco forza ad autogestirsi, a buttarsi nelle situazioni, per sperimentarsi, mettersi alla prova e confrontarsi con gli altri come mai accaduto prima.
Il tema del “confronto” è centrale in molti studenti, soprattutto per coloro i quali sono stati educati alla competizione e al primeggiare a tutti i costi. Già, quei costi che a volte sono così elevati da sostenere per lo studente stesso (“se non sto in regola con gli esami deluderò i miei genitori e non sarò un bravo figlio”), da attivare meccanismi psicologici forieri di ansie e abbassamenti del tono dell’umore, o agìti attraverso comportamenti disfunzionali (alcool, droghe). E questo succede quando non si riesce ad assorbire il colpo di una o più bocciature, quando si fa fatica a creare una rete amicale di sostegno, quando si dubita del percorso formativo scelto o quando non si è abituati a condividere tempi e spazi insieme ai propri coinquilini.
Le situazioni sono molteplici e diverse sono anche le reazioni emotive (rabbia, frustrazione, paura, ansia) a cui molto spesso gli studenti non riescono a dare un significato coerente con se stessi e con la propria esperienza di vita.
Riuscire ad adattarsi ad un nuovo contesto e costruirsi un nuovo stile di vita è più facile se si possiedono adeguate capacità relazionali e una solida autostima/autoefficacia.
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